Il giocoliere della Madonna

Il giocoliere della Madonna

 

Il giocoliere della Madonna – Nel 1857,
Gautier de Coincy raccolse
e versificò alcune leggende medievali
sotto il titolo
Les miracles de la Sainte Viergie,
tra le quali, bellissima,
si trova quella del
«Tombeor Notre Dame».

Il testo poetico di Gautier de Coincy
venne ripreso da Anatole France,
nei suoi racconti intitolati
Il pozzo di Santa Chiara,
e fornì il soggetto ad un’opera
del Massenet,
Le jongleur de Notre-Dame.
Per questo, in Francia,
Notre-Dame viene considerata
la protettrice dei jongleurs,
cioè dei giocolieri o giullari.

Invece del testo veramente poetico
di Gautier de Coincy,
riprenderemo quello prosastico,
ma ugualmente delicato,
di Anatole France,
scrittore, come si sa, non certo religioso,
ma artista sensibile
agli accenti più sinceri della devozione.

***

Il giocoliere della Madonna – «Al tempo
del re San Luigi
– narra dunque Anatole France –
c’era in Francia un povero giocoliere,
che aveva nome Barnaba,
e andava di città in città
a dare spettacoli
di forza e di destrezza.

Nei giorni di fiera
stendeva sulla piazza
un vecchio tappeto consunto,
e dopo aver attratto
fanciulli e vagabondi
con motti e con lazzi,
prendeva le pose più stravaganti,
mettendosi un piatto di stagno
in equilibrio sul naso.

La gente lo guardava,
dapprima con indifferenza;
ma quando,
reggendosi sulle mani
con la testa all’ingiù
lanciava in aria
e riprendeva coi piedi
sei palle di rame
che brillavano al sole;
oppure,
quando rovesciandosi all’indietro
fino a che la nuca
non toccava i talloni,
dava al corpo
la forma di una ruota,
e in quella posiziona
giocava con dodici coltelli,
un mormorio di ammirazione
correva tra gli spettatori,
e le monete piovevano sul tappeto».

Il giocoliere della Madonna

«Il giocoliere
– dice Anatole France,
continuando il racconto –
era un brav’uomo,
timorato di Dio
e molto devoto della santa Vergine.

Conduceva vita misera e stenta,
che sopportava pazientemente,
non imitando certi saltimbanchi,
i quali bestemmiavano
come se avessero
“venduto l’anima al diavolo”».

«Ora, – continua il narratore -,
una certa sera,
dopo una giornata di pioggia,
mentre Barnaba,
malinconico e curvo,
portando sottobraccio le palle
e i coltelli ravvolti
nel vecchio tappeto,
andava in cerca di un ricovero
per la notte,
incontrò sul suo cammino
un fraticello, col quale
scambiò qualche parola.»

«Fratello, – disse il religioso –
perché siete vestito di verde?».
«Sono un giocoliere di professione,
– rispose Barnaba.
E quello del giocoliere sarebbe
il più bel mestiere del mondo
se desse da mangiare tutti i giorni».

«Amico, – disse il frate, –
state attento a quello che dite,
perché lo stato migliore del mondo
è quello del convento,
dove si celebrano le lodi di Dio,
della Madonna e dei Santi.
La vita del religioso è infatti
un continuo canto al Signore».

Queste parole
fecero un grande effetto
sull’anima del giocoliere,
che seguì il frate
ed entrò in convento.

***

Il giocoliere della Madonna – A questo punto
lo scrittore francese
descrive con celestiali colori
la vita claustrale
e le varie attività dei vari religiosi,
intenti a onorare la Madonna,
con parole e con opere.

Soltanto il povero giocoliere
non sapeva né cantare in gregoriano,
né pregare in latino, né predicare,
né scrivere, né dipingere, né scolpire.

«Ahimé, – sospirava –
io sono molti disgraziato
di non potere,
come fanno i miei confratelli,
lodare degnamente la Vergine santa,
alla quale ho votato
la tenerezza del mio cuore».

Cercando un mezzo
per potere anche lui
onorare in qualche modo
la Madre del Signore,
una mattina
entrò nella chiesa del convento
e vi rimase più di un’ora.
Vi tornò nel pomeriggio,
sempre solo;
e la sera, in segreto.

Il giocoliere della Madonna

Così fece ogni giorno,
fino a destare il sospetto del priore,
il quale, accompagnato
da due frati più anziani,
volle osservare che cosa facesse
quello strano novizio.

«Vide così Barnaba
dinanzi all’altare della Vergine, che,
con la testa in basso e i piedi in aria,
faceva saltare sei palle di rame
e dodici coltelli.
Egli eseguiva,
in onore della Madonna,
quei giochi che gli avevano valso
il maggior plauso del mondo».

«Il priore sapeva bene che Barnaba
aveva l’anima innocente,
ma in quel momento
pensò che fosse impazzito.
E tutti e tre stavano per trarlo
a forza fuori della chiesa,
quando videro la Madonna
che discendeva dall’altare e,
con un lembo
del suo azzurro mantello,
asciugava il sudore sulla fronte
del suo giocoliere.
Allora il priore,
prosternandosi col viso per terra,
recitò le parole:
“Beati i semplici,
perché essi vedranno il Signore”.
“Amen! Risposero gli anziani.
E baciarono la terra»

Piero Bargellini, «Il libro degli esempi».
Vallecchi Editore, Firenze 1963, pp. 10-11.

Foto: Orchidee rare
che sembrano uccelli 4 /
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