Berlusconi

Berlusconi e la battuta sulle donne
Che tristezza, presidente, si contenga

 

Berlusconi – Il discorso assai poco edificante
rivolto dal senatore ai calciatori del Monza

Al senatore Silvio Berlusconi vorremmo solo dire:
adesso anche basta.
Non conta dunque se c’è un pubblico, il suo pubblico,
seduto intorno al grande tavolo della cena natalizia
con la squadra e gli sponsor del Monza calcio,
di cui è proprietario,
che ride e sembra anche apprezzare.

La verità è che la sua battuta
avrebbe meritato un gelido silenzio
e magari qualche cenno esplicito di disapprovazione.
Altro che applausi e risate.

La promessa (anzi, letteralmente, la “stimolazione”)
lanciata ai calciatori del neopromosso Monza
di far arrivare un “pullman di trxxx negli spogliatoi”
(per gli appassionati di enigmistica:
le x si sostituiscono con tre diverse vocali)
in caso di vittoria con squadre blasonate
come la Juve e il Milan,

be’, è qualcosa di veramente fuori dal tempo,
prima ancora che moralmente discutibile.

Un membro della Camera “alta” del Parlamento,
un uomo che con il suo partito
sostiene il governo della Repubblica,
un uomo che un anno fa si candidava
e l’attuale maggioranza sosteneva
come presidente della Repubblica,

continua insomma a riproporre lo squallido cliché
che lo ha reso chiaramente
una macchietta all’estero già decenni fa?

Non sono dunque bastati processi
per le “cene eleganti” con ragazze
convocate da amici e sodali,
al fine di farlo desistere da certe inclinazioni
che peraltro gli sono valse pure un divorzio?

Ancora più semplicemente:
l’età ormai veneranda
non suggerisce parole più sobrie?

Donne come trofeo per calciatori vittoriosi:
una battuta così sembra rivelare due cose.

Una: l’ancoraggio a una forma di umorismo
da Bar Sport (con rispetto parlando)
che forse (forse!) era divertente
ai tempi eccessivi del Drive In,
ma che adesso non fa ridere più nessuno,
a eccezione di chi vuole mostrare piaggeria
verso il padrone.

Due: una visione delle donne
deviata più che antiquata,
perversa più che maschilista,
che evidentemente nella mente di Berlusconi
è ancora dominante.

Non crediamo invece
a un allentamento dei freni inibitori
causato dall’età e dai malanni.
Non una perdita di lucidità
dell’ultraottuagenario senatore, dunque,
ma semmai una estrema, disdicevole coerenza.

La parole del patron del Monza Calcio,
rilanciate da un video ripreso con un telefonino
(ma si vede la presenza di un operatore con la telecamera,
quindi Berlusconi era ben consapevole di venire registrato
e magari anche questo ha vellicato la sua verve pecoreccia)
hanno suscitato prevedibili critiche.

Laura Boldrini, senatrice dem, infatti, ha parlato di
«becero sessismo usato come goliardia».

Carlo Calenda, inoltre, ha twittato
«che schifezza. E che tristezza».

Severa anche Chiara Appendino,
che chiede alla premier Giorgia Meloni
e «a tutte le donne e gli uomini
della maggioranza di governo» di
«prendere le distanze»
e di condannare «queste ignobili parole».

Il video con il discorsetto di Berlusconi, che, certo,
intendeva essere un atto di incoraggiamento ai giocatori
a causa dell’arrivo del nuovo allenatore «bravo,
simpatico, gentile e capace di stimolare i nostri ragazzi»,
ma non tanto quanto lo potrebbe fare un pullman
carico di donne in vendita, ha fatto il giro del web.

Colpiscono anche le risate dei giocatori
(niente da obiettare, davvero?)
e l’impassibilità un po’ terrea
della compagna Marta Fascina.

Lo stesso Berlusconi, poi,
verosimilmente imbeccato dal suo entourage,
ha postato dopo diverse ore un tweet
in cui si stupisce del chiasso provocato
da una «semplice battuta da spogliatoio,
scherzosa e paradossale»,

mostrando, in questo caso, di non capire
che battute di questo genere,
che insultano pesantemente le donne
e le riducono a un immaginario a senso unico,
non hanno più cittadinanza
(se mai l’hanno davvero avuta),
tanto più se a pronunciarla è un uomo di Stato.

Questa storia piuttosto misera
avrebbe certo avuto un altro finale
se qualcuno avesse alzato la manina
e avesse detto, magari sorridendo:

«Ma cosa dice, senatore?
Le donne a noi piace conquistarle
e farle innamorare,
non pagarle né averle in regalo.

E poi, lo sa che c’è anche un reato
che si chiama favoreggiamento della prostituzione?
Ah sì, scordavamo, questo dovrebbe saperlo,
viste le vicende giudiziarie
che hanno riguardato la sua cerchia di amicizie».

Ma nessuno,
alla cena natalizia del Monza Calcio,
ha alzato la manina.
Solo risate.

Antonella Mariani, «Berlusconi
e la battuta sulle donne.
Che tristezza, presidente, si contenga»,
in “Avvenire”, giovedì 15 dicembre 2022, p. 2.

Foto: Berlusconi
con alcuni giocatori del Monza Calcio/
notizie.virgilio.it

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