Qohelet

Qohelet
Un documento sociologico chiamato «Qohelet»

 

Nell’ultimo libro del filologo Franco Piotti
dedicato ad uno dei testi biblici
che più ha affascinato il Novecento

Qohelet – Fino a
qualche decina di anni fa,
sul Qohelet si scriveva molto,
poi l’attenzione
rivolta a questo bellissimo libro
della Bibbia
è andata spegnendosi.

Esce adesso,
per i tipi della Edb,
Ciò che si fa sotto il sole,
Qohelet: appunti sparsi,
(Bologna, 2024,
302 pagine, 27 euro),
di Franco Piotti
e il nuovo interesse
a un testo di tale bellezza
e profondità
fa sicuramente piacere.

Piotti,
accurato filologo,
aveva già scritto
un libro sull’argomento
una decina d’anni orsono,
Qohelet.
La ricerca del senso della vita,
(Morcelliana, 2012)
e vi era tornato
con una serie di articoli,
buona parte dei quali
sono stati rivisti per confluire
nella produzione recente.

Qohelet

Il testo biblico aveva suscitato
le riflessioni di teologi e biblisti
soprattutto in forza
delle grandi doti letterarie complessive
e alla assoluta bellezza
di alcuni dei passaggi testuali
di eccezionale efficacia,
brucianti intuizioni linguistiche
dalle forti capacità espressive.

Sono numerose le sue locuzioni
divenute di uso comune,
da “niente di nuovo sotto il sole”,
a “per ogni cosa il suo tempo”,
da “vanità delle vanità”
a “meglio un cane vivo
che un leone morto”.

Ricorrenti
sono anche i riferimenti
a quello che viene definito
il canto di Qohelet
e che ricorre ben sette volte
nel corso del libro
con formule quasi identiche.

In esso viene affermato
il principio per cui l’uomo
è chiamato ad accogliere
i doni anche materiali di Dio
e quindi
«non c’è di meglio per l’uomo
che mangiare e bere e godere
dei beni in ogni fatica
durata sotto il sole».

***

Qohelet – Nel nuovo libro
Piotti ha scelto
di non affrontare
le pagine di Qohelet
dal punto di vista teologico
e letterario,
ha preferito invece utilizzarle
come documento storico
e sociologico,
andando alla ricerca
della struttura della società
all’interno della quale
il suo autore è vissuto
e del giudizio
che egli ne ha voluto dare.

Il tema maggiore preso in esame
è relativo al rapporto
con la tradizione monarchica
di Israele,
per la quale Qohelet
ha una considerazione scarsa.

Forse con questo atteggiamento
intende far trasparire
un giudizio negativo
sulla dominazione tolemaica che
all’epoca della redazione di Qohelet,
stimata attorno alla metà
del terzo secolo avanti Cristo,
era ormai consolidata sulla Giudea.

Spazio notevole
è dato anche alla riflessione
sviluppata nel testo
riguardo alla mancanza
di una differenza sostanziale
tra uomini e animali,
dimostrata dell’unicità del destino
che aspetta entrambi:
ritornare polvere
dopo che Dio avrà ritirato da loro
il respiro vitale.

Qohelet

Tra i sottotemi
proposti da Piotti
di notevole interesse
è il parallelo
tra il punto di vista del Qohelet
e quello espresso
dal Vangelo secondo Matteo
sul godimento dei beni terreni
e in genere sull’impegno
da profondere nelle attività umane,
che viene considerato favorevolmente
nella parabola dei talenti
quando attribuisce
un premio ai servi
che si sono impegnati
a far fruttare i beni loro affidati.

***

Qohelet – Questa considerazione
si inserisce
nella visione complessiva
proposta dall’autore per il Qohelet,
che è esplicitamente
positiva e ottimistica,
aperta alla vita
e al riconoscimento in essa
di una generale
benevolenza divina,
anche se i suoi contorni
sfuggono alla comprensione umana,
ciò in opposizione
a quanti vogliono invece
considerare il testo biblico
un esempio di pessimismo assoluto
con il suo continuo ritornare
sul concetto di vanità, di hebel,
di soffio della vita
destinato a svanire
senza lasciare traccia dietro di sé.

Proprio la collocazione
all’interno del canone biblico,
mai messa in discussione,
dovrebbe essere di conforto
all’interpretazione ottimistica,
che pure non è maggioritaria,
dato che
l’intera costruzione ideologica
dell’Antico come
del Nuovo Testamento
ha una solida
componente salvifica,
nella visione escatologica
che propone.

Sergio Valzania, «Un
documento sociologico
chiamato “Qohelet”», in
“L’Osservatore Romano”
giovedì 22 febbraio 2024, p. 9.

Foto: Valle di Lauterbrunnen,
Canton Berna,
Regione dell’Oberland,
Svizzera2 – Foto di Chensiynuan /
en.m.wikipedia.org

Lascia un commento