A caval donato non si guarda in bocca

A caval donato non si guarda in bocca

A caval donato non si guarda in bocca è un notissimo proverbio
appartenente alla tradizione linguistica italiana.

Origine

Il proverbio deriva da una citazione latina di San Girolamo
che, nel suo Commento alla lettera agli Efesini di San Paolo, scrive:
«Equi dentes inspicere donati»,
il cui significato letterale è
“guardare i denti del cavallo che ti è stato donato”.

Con il tempo, il significato letterale
e quindi l’origine di questa espressione si è persa,
in favore di quello metaforico.

A caval donato non si guarda in bocca. Significato letterale

Il proverbio deriva dal gergo dei mercanti di bestiame:
nell’acquistare un cavallo,
il compratore ne giudica l’età e lo stato di salute
ispezionandone la bocca ed in particolare guardando i denti.

Ovviamente se il cavallo è regalato,
allora l’ispezione è superflua e si accetta l’animale…
senza aprir bocca.

Nell’antichità, i cavalli erano infatti fonte di ricchezza
e simbolo di benessere economico,
e un cavallo era già di per sé un dono di grande valore,
sulle condizioni del quale sarebbe stato poco elegante
fare ulteriori osservazioni.

Significato metaforico

Solitamente il proverbio A caval donato non si guarda in bocca
è usato quando la persona che riceve il regalo,
anziché limitarsi a ringraziare,
si mette ad osservare i difetti in modo critico.

Il senso della frase, quindi, è una specie di morale
che insegna ad accettare comunque un regalo fatto,
anche se non piace molto
o non ha un valore prezioso.

In altri termini, tutto ciò che si riceve in regalo
è qualcosa di guadagnato
ed è cattiva educazione fare commenti sulla qualità del regalo.

Il significato profondo che ne deriva da tale modo di dire
è molto bello e soprattutto insegna il rispetto dei gesti che riceviamo:
quando si riceve un dono
non importa il suo valore monetario,
ma occorre essere sempre grati, poiché è il gesto in sé il vero valore.

(1. Continua)

Foto: Cartolina dal mondo / archiportale.com

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