
Omelia del mattino 2013/7 – Dalle lamentele alla speranza
Mercoledì, 3 aprile 2013
Cappella della Domus Sanctae Marthae
Omelia del mattino 2013/7
Le lamentele
fanno male al cuore.
Inoltre, sono cattive;
e non soltanto
quelle contro gli altri
«ma anche quelle
contro noi stessi,
quando tutto
ci appare amaro».
Con queste considerazioni
sulla vita quotidiana
Papa Francesco
ha reso attuale
l’episodio dei
discepoli di Emmaus
– narrato dall’evangelista
Luca (24,13-35) –
durante l’omelia tenuta
mercoledì 3 aprile
durante
la consueta messa
nella cappella della
Domus Sanctae Marthae,
alla quale
questa mattina,
hanno partecipato
i dipendenti
della Domus Romana
Sacerdotalis.
Omelia del mattino 2013/7
Il Pontefice,
nel commentare
il Vangelo
si è soffermato
dapprima
sullo smarrimento
dei discepoli
a causa della morte
del maestro
così da pensare
-ha detto il Papa –
«fosse bene
andarsene
dalla città.
Ma, poveretti
parlavano sempre
di quello, no?
e si lamentavano.
Si può dire
che questo
sia un po’
il giorno
delle lamentele».
Ma questi discorsi
non facevano altro
che farli chiudere
in loro stessi.
E in cuor loro
pensavano:
«Noi avevamo avuto
tanta speranza,
ma tutto è fallito».
E
in questa situazione,
ha detto il Pontefice,
«cucinavano
la loro vita nel succo
delle loro lamentele,
e andavano avanti così».
***
Omelia del mattino 2013/7
Da qui
il riferimento
a tutti noi.
«Io penso
– ha aggiunto
pertanto –
tante volte
che anche noi,
quando succedono
cose difficili,
anche quando
ci visita la Croce,
corriamo
questo pericolo
di rinchiuderci
nelle lamentele».
Eppure,
anche in quel caso
il Signore
«è vicino a noi,
ma non
lo riconosciamo.
Cammina con noi.
Ma non
lo riconosciamo.
Ci parla anche,
e noi non sentiamo».
Il lamento è per noi
come «una sicurezza:
questa è la mia verità,
il fallimento.
Non c’è più speranza».
Omelia del mattino 2013/7
E con questi pensieri
anche i discepoli
continuavano
a camminare.
E «Gesù
cosa faceva?
Ebbe pazienza
nei loro confronti.
Prima li ascolta,
poi spiega loro
lentamente.
E poi, alla fine,
si fa vedere».
Gesù – ha poi aggiunto –
«fa così con noi.
Anche nei momenti
più oscuri,
lui è sempre con noi,
cammina con noi.
E alla fine
ci fa vedere
la sua presenza».
Tornando alle lamentele,
che «sono cattive»
perché «ci tolgono
la speranza»,
Papa Francesco
ha esortato
a non entrare
«in questo gioco
di vivere di lamenti»
perché la presenza
del Signore
si è resa evidente
«quando
ha spezzato il pane»
e i discepoli
hanno potuto vedere
«le piaghe»,
poi
«lui è scomparso».
Bisogna pertanto
avere speranza
e fiducia in Dio
che «ci accompagna
sempre
nel nostro cammino»
anche nelle ore
più oscure.
«Siamo sicuri,
siamo sicuri
– ha concluso –
che il Signore mai
ci abbandona:
sempre è con noi,
anche nel
momento difficile.
E non
cerchiamo rifugio
nelle lamentele:
ci fanno male
al cuore».
Le parole
di Papa Francesco,
Omelie del mattino,
nella Cappella della
Domus Sanctae Marthae,
vol. 1, 22 marzo –
6 luglio 2013,
LEV, Città del Vaticano,
2015, pp. 23-24.
Foto: Copertina di
Omelie del mattino
di Papa Francesco, vol. 1,
Libreria Editrice Vaticana,
Città del Vaticano 2013 /
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