Dolore

Gli abissi, in cui il dolore travolge l’uomo, se non lo salva la fede, sono ordinariamente, o la furente ribellione contro il fato avverso, o la disperazione altrettanto furibonda, per sottrarsi ai suoi assalti. Così il dolore, dopo aver seminato nel cuore dell’uomo l’agitazione, l’oscurità, la mestizia, la debolezza, alla fine con un colpo mortale l’uccide moralmente, in un parossismo di rabbiosa pazzia.

Egli infatti – contro quanto affermano i liberi pensatori e gli uomini senza fede – sente benissimo che il dolore non è, per legge di natura, un debito necessario dell’esistenza, ma un cancro doloroso, introdotto sull’albero dell’umana famiglia da qualche suo nemico giurato.

No, grida egli, io non sono nato per soffrire, ma per godere.

Tutto lo dice in me. Me lo dice, in modo infallibile, l’aspirazione irrefrenabile e profonda del mio essere verso la felicità. Me lo dice l’orrore istintivo, anch’esso invincibile, di tutta la mia natura per la sofferenza e il dolore.

Perché dunque debbo io soffrire? Chi mi insegna a liberarmi dalle strette di questo ingiusto assalitore?

A. Oldrà, «Il dolore»

Foto: William Blake, Illustrazione del libro di Giobbe / pinterest.it

Lascia un commento