
Castello di Issogne1
I Parte
Dove si trova
Castello di Issogne1
Issogne è un piccolo
comune italiano sparso,
(cioè composto
da varie frazioni),
di 1307 abitanti,
nella Valle d’Aosta
sudorientale,
sulla destra idrografica
del fiume Dora Baltea,
a 39 km da Aosta.
Il castello sorge al centro
dell’abitato di La Place.
(387 m s.l.m.),
frazione capoluogo
di Issogne
Come si presenta

Castello di Issogne1
Esternamente
questa struttura
ha ben poco
del castello
che tutti noi
ci immaginiamo:
non ha
belle merlature
né torri di vedetta,
non ha fossati
né ponti levatoi,
non ha
cammini di ronda
né punti
di difesa particolare.
Tutto questo
perché
il castello di Issogne
non è nato
a scopo difensivo
ma come raffinata
ed elegante
residenza signorile.
Castello di Issogne1
La pianta
del castello
è a forma
quadrangolare,
con torrette
angolari
poco più alte
del resto
dell’edificio.
All’interno
del complesso
si trova
un ampio cortile
che si apre
su un giardino
all’italiana.
La struttura
consta di tre piani:
pianoterra,
primo piano
e secondo piano.
Il castello comprende,
in tutto, circa
cinquanta locali,
solo una decina
dei quali
sono visitabili
attraverso
la visita guidata.
Cenni storici
Castello di Issogne1
Villa rustica
in epoca romana,
casaforte
appartenuta al vescovo,
maniero medievale,
raffinata
dimora signorile
testimone della potenza
e della ricchezza
della famiglia Challant
e Castello dei Sogni
per Vittorio Adorno:
sono questi
i diversi passaggi
attraverso i quali
è andato soggetto
il castello
prima di assumere
l’aspetto attuale.
Le origini
Castello di Issogne1
Il primo documento
in cui si cita il castello
è una bolla
di papa Eugenio III
del 1151.
Tale bolla
attesta la presenza
ad Issogne
di una casaforte
di proprietà
del vescovo di Aosta.
Molto probabilmente,
però, il sito era già sede
di una villa romana,
fin dal I secolo a.C.,
come dimostrano
alcuni muri perimetrali
rinvenuti nelle cantine
dell’attuale castello.
Da Issogne,
infatti, passava
la via delle Gallie,
strada
romana consolare
fatta costruire
da Augusto
per collegare
la Pianura Padana
con la Gallia.
Nel 1255
la casaforte di Issogne
è ancora sotto
il contro ecclesiastico.
Ma,
tra il 1280 e il 1350 ca.,
un aspro conflitto
contrappone al vescovo
la famiglia De Verrecio,
signori di Verrès
fino all’evento clou
dell’assalto da parte
di Aimone di Verrès
alla casaforte vescovile,
che è data alle fiamme
e seriamente danneggiata.
Castello di Issogne1
Issogne rimane
sede vescovile
fino al 1379,
quando
il vescovo di Aosta
infeuda
della giurisdizione
della signoria
l’allora signore
di Verrès
Ibleto di Challant.
Ibleto,
tra la fine del XIV secolo
e l’inizio del XV,
inizia i lavori
di ristrutturazione
della casaforte,
dando vita ad una
struttura complessa
di torri
e corpi di fabbrica
di forme e
dimensioni differenti,
il tutto racchiuso
da una cinta muraria.
Il complesso,
più che un castello,
deve apparire
una elegante dimora
improntata ai dettami
del gotico cortese
– o internazionale – ,
che si sviluppa proprio
tra la metà del ‘300
e la metà del ‘400.
Castello di Issogne1
Alla morte di Ibleto
nel 1409,
il feudo
e il castello
di Issogne
passano al figlio
Francesco
di Challant,
che nel 1424
ottiene dai Savoia
il titolo di
primo conte
di Challant.
Francesco però
non ha figli maschi,
e alla sua morte
nel 1442, avendo
egli solo tre figlie
si genera una lotta
per la successione
tra la figlia Caterina
e suo cugino Giacomo
del ramo di Aymavilles
La contesa si conclude
nel 1456,
allorché Caterina
cede i suoi possedimenti
al cugino Giacomo,
che diventa così
il secondo conte
di Challant
e nuovo signore
di Issogne
(si ricorda en passant
che a motivo
della “Legge Salica”,
non è ammessa
la successione ereditaria
per linea femminile).
Verso il 1480,
sotto il dominio
di Luigi di Challant,
figlio di Giacomo
iniziano i lavori
di sistemazione
del castello.
Tra i graffiti del maniero
troviamo la testimonianza
dei lavori in atto
in una cantina.
Gli anni dello splendore
Castello di Issogne1
Nel 1487,
Luigi di Challant
muore
prematuramente.
Giorgio
di Challant-Varey,
cugino di Luigi
e priore della Collegiata
dei Santi Pietro ed Orso
(AO),
è nominato tutore
dei due giovani figli
di Luigi,
Filiberto e Carlo,
e della vedova
Marguerite
de La Chambre.
In questo periodo,
la sistemazione
del castello di Issogne
procede
con grande fervore
tanto che l’anno 1494,
secondo le notizie
riportate dai
Computa Priorati
Sancti Ursi,
è quello in cui
i lavori raggiungono
il loro
massimo sviluppo.
Il maniero diventa
un unico palazzo
affacciato
su un ampio cortile
e un giardino
all’italiana,
sul cui alto
muro di cinta
sono dipinti
personaggi
importanti
ed eroi.
Il porticato
al piano terreno
è ornato
da una serie
di lunette affrescate
con scene
di vita quotidiana
e rappresentazioni
di botteghe,
mentre
al centro
del cortile
sorge la celebre
Fontana
del Melograno,
con vasca
in pietra
e struttura
in ferro,
fatta realizzare
da Giorgio
de Chantal
come
proprio dono
per le nozze
nel 1502
di Filiberto
di Challant
con Louise
d’Aarberg.
Sempre
in quel periodo
alcuni
ambienti interni
sono decorati
con affreschi,
sia nelle zone
di rappresentanza,
quali
la Sala di Giustizia
o la Cappella,
sia nelle stanze
più private,
tra cui gli oratori
di Margherita
de La Chambre
o di Giorgio
di Challant.
Castello di Issogne1
Alla morte
di Giorgio
di Challant
nel 1509,
i lavori sono
ormai terminati
e il signore
di Issogne
diviene
Filiberto
di Challant.
Questi adibisce
il castello
come dimora
per sé,
per la moglie
Louise d’Aarberg
e per il figlio
Renato.
Sotto Renato
di Challant
il castello
raggiunge
il suo massimo
splendore
e assume
la funzione
di corte
ricca e raffinata,
con tutti gli arredi
le suppellettili
e le stoffe preziose,
descritte nell’inventario
redatto nel 1565,
dopo la morte di Renato.
Passaggi di proprietà
Castello di Issogne1
Renato di Challant
muore nel 1565
senza eredi maschi
e gli subentrano
i nobili Madruzzo
della famiglia
dei principi
e dei vescovi di Trento
in virtù del matrimonio
tra Giovanni Federico
di Madruzzo
e Isabella di Challant
figlia di Renato.
Ciò scatena un
conflitto ereditario
tra i cugini maschi
di Isabella
e la famiglia
Madruzzo
che si oppongono
alla inusitata
successione
per linea femminile.
Il contenzioso
avrà termine
solo nel 1696.
Nel contempo,
la discendenza
Madruzzo
si esaurisce,
nel 1658,
con la morte
di Carlo Emanuele
Madruzzo,
8º Conte di Challant
e principe vescovo
di Trento.
L’eredità,
contesa da più parti,
spetta infine
a Enrico
di Lenoncourt,
discendente
di Gabriele
Ferdinando Madruzzo,
uno degli altri figli
di Isabella
e Giovanni Federico.
Il figlio di
Enrico di Lenoncourt,
Carlo Giuseppe Luigi
muore nel 1693
senza eredi
e i possessi
legati al titolo
di conte di Issogne
passano alla sorella
Cristina Maurizia,
sposa
di Ottaviano
Del Carretto
di Balestrino.
Castello di Issogne1
Ma come
già accennato,
il 1696 vede
finalmente
la fine del contenzioso,
durato 131 anni,
tra i discendenti
dei Madruzzo
e dei cugini
di Isabella di Challant.
Il contenzioso è vinto
da questi ultimi,
per cui i del Carretto
di Balestrino
devono restituire
l’eredità
del conte Renato
ai baroni di
Challant-Châtillon,
nella persona di
Francesco Gerolamo.
Un secolo più tardi,
nel 1796, muore
Francesco Maurizio
l’ultimo conte
di Challant,
e poiché il figlioletto
Giulio-Giacinto
morirà nel 1802
in tenera età,
la discendenza
si esaurisce
ed inizia un periodo
di decadenza,
segnato innanzitutto da
una Guardia Nazionale
che nel 1800
sottrae arredi
e suppellettili.
Dal 1841,
con la morte di
Gabriella di Canalis
di Cumiana
vedova di
Francesco Maurizio
di Challant
e madre
di Giulio Giacinto
il castello passa
al suo secondo marito
il conte Amédée-Louis
Passerin d’Entrèves.
***
Castello di Issogne1
Nel 1862,
il castello di Issogne,
ormai privo
dei diritti signorili
viene acquistato
da Alexandre Gaspard
di Châtillon
che aliena una parte
degli arredi originali
e cede il castello,
nel 1869, al barone
Marius de Vautheleret.
Questi, però, fallisce
e nel 1872 il castello
è messo all’asta
ed acquistato dal
pittore torinese
Vittorio Avondo,
che si impegna
nel suo restauro
architettonico
e nel riallestimento
degli interni
con arredi originari
o con copie
appositamente
commissionate.
Nel 1907 Avondo,
riservandosene
l’usufrutto,
dona il castello
di Issogne
allo stato italiano,
che ne diviene
proprietario
a tutti gli effetti
alla morte di Avondo,
il 9 dicembre 1910.
Nel 1935 il ministro
dell’Istruzione Nazionale
Cesare Maria De Vecchi
promuove degli interventi
di restauro,
che comportano
pesanti ridipinture
degli affreschi
degli oratori
e della cappella.
Nel 1948, a seguito
dell’approvazione
dello statuto speciale
della Regione
Valle d’Aosta,
il castello di Issogne
diviene proprietà
regionale.

Visita al castello
L’esterno
Castello di Issogne1
La facciata grigia
che accoglie oggi
il visitatore
era un tempo scialbata.
Le cornici
delle finestre
erano decorate
ora a finta pietra,
ora a finto mattone,
proponendo,
insieme al bianco
delle pareti,
i colori araldici
della famiglia Challant.
Frutto
di interventi
successivi,
dall’epoca romana
fino al
definitivo assetto
tardoquattrocentesco,
e persa anche
la cromia originale,
l’esterno
non si rivela oggi
particolarmente
attraente
e non appare certo
quello scrigno
di quelle
bellezze artistiche
che invece
si rivelano
appena varcato
il portale di ingresso.

Un tempo
si accedeva
al castello
attraverso
il portone
che si apre
sulla piazza
del paese
e che conduce
sotto il porticato,
mentre attualmente,
per motivi pratici,
si utilizza
l’ingresso secondario
sul lato ovest,
che si affaccia
esternamente
su un ampio prato.
Foto: Castello di Issogne2 /
vdaconvention.it